NAS, parla DIAGEO

Sul blog di  Whiskyexchange è stata pubblicata un’intervista a Nick Morgan (che potete leggere in inglese qui) che cerca di fare chiarezza riguardo i tanto spinti dalle distillerie “No Age Statement” e poco amati dal pubblico esigente.

Di Nas in casa Diageo infatti è uscito l’ultimo Talisker, lo Skye, dedicato all’Isola in cui si trova la distilleria e che fa temere una lenta ma inesorabile scomparsa del classico (e squisito) 10 anni dagli scaffali (si tratta del terzo no age di Talisker). Morgan smentisce questi timori, però se pensiamo a Macallan che con la serie 1824 ha eliminato i 10, 12 e 15 anni, a Glenlivet 12 anni, sostituito dal Founder’s Reserve, il timore è fondato.

Quando gli viene chiesto il “come mai” di questi Nas, ci ricorda giustamente che il Single Malt Scotch Whisky è un prodotto finito, nel senso che la quantità non può essere per forza di cose illimitata e la continua crescita nella domanda non può più purtroppo venire accontentata.
Il dubbio quindi può essere lecito: “Il whisky invecchiato sta finendo?” Morgan risponde semplicemente che non è più sufficiente a garantire la (grande) richiesta. Che è una cosa diversa.
Quindi, aggiungo io, i NAS aiutano a diluire gli invecchiati classici e a dare un po’ di respiro: il cliente che si compra la bottiglia “digestivo”, si comprerà il Talisker (ad esempio) perché “marca” consigliata, non per il particolare invecchiamento.
Morgan inoltre ammette che considerare positiva l’associazione tra età di invecchiamento e qualità è un po’ per colpa delle Imprese (tra cui Diageo) che durante il boom tra gli anni ’70 ed ’80, oltre al numero di bottiglie vendute, per rendere importante una distilleria cominciarono a pubblicizzare distintamente l’età di invecchiamento.
Una sorta di:
io vendo 100 bottiglie
si, ma le mie sono dei “puri” 12 anni
e il mercato si diresse verso ciò che credeva un segno distintivo di qualità: l’età di invecchiamento.
Aggiunge inoltre che nel mercato globale, il 99% di fatto è “Blend Malt” (solo la dicitura Single Cask infatti garantisce che il contenuto di quella bottiglia arriva da una singola botte) e a questo in effetti le persone ci pensano poco, credendo che in un 10 anni ci sia *solo* un 10 anni. Con i Nas si sono limitati a togliere quell’età tanto voluta all’inizio, ma che di fatto, rappresenta semplicemente l’invecchiamento minimo contenuto in quella bottiglia.
Dovremmo essere quindi contenti dell’introduzione dei No Age Statements perché sono l’unica garanzia, al momento, di allungare i tempi in cui certi invecchiamenti si esauriranno a causa della richiesta.

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