Kavalan Solist Sherry Cask

kavalan solist sherry caskNon lo nascondo, sentendo dire “Whisky made in Taiwan” ho arricciato il naso quando a fine 2008 venne rilasciata la prima release della distilleria e in effetti il “made in Taiwan” (in generale) a cui ero abituato non mi faceva sperare grandi cose. Sbagliavo.
Sbagliavo perché a fine 2014 Kavalan aveva accumulato oltre 100 medaglie d’oro e riconoscimenti internazionali tra cui Gold, Supreme Champion e Supreme Winner al Malt Maniacs Awards nel 2014, 100 punti e medaglia di platino all’International Review of Spirits Competition. Guardando sul sito di Kavalan sembra che la loro “serie fortunata” (non nel senso di dea bendata, ma di release che hanno fatto conoscere l’elevata qualità produttiva al mondo) sia stata la Solist, ovvero la relase Single Cask nelle sue varie espressioni (ex-Bourbon, sherry Oloroso, sherry Fino e Vinho Barrique). E’ quella che ha ricevuto più riconoscimenti ed è quella che ho deciso di assaggiare (la Sherry Oloroso) release che 2010 vinse un oro alla San Francisco World Spitits Competition
kavalan-etichetta
Kavalan Solist sherry cask S100130008A (ho aggiunto la foto perchè il numero del cask non è molto chiaro… e anche la foto in effetti è pessima…)
57.8 % Vol. in
Oloroso sherry cask
515 bottiglie imbottigliate a mano (la serie Solist è tutta imbottigliata manualmente)
Comincerei dal colore che sembra quasi mogano, mi ricorda più uno Sherry (ma va?) o un Porto che non un Whisky… ma.. c’è un perché: a Taiwan fa caldo, molto caldo ed è umido, molto umido. Tutto ciò porta a tempi di maturazione/affinamento molto accelerati rispetto la Scozia, così come l’Angel Share che arriva ad oltre il 10% (contro i 2-3% della Scozia) . Ian Chang, Master Blender di Kavalan racconta in una intervista:
“In estate chiudiamo le finestre nel magazzino per mantenere il calore interno (si arriva fino a 42 ° C) che accelera l’estrazione di aromi dalle botti e le apriamo in inverno per lasciare le botti respirare di nuovo. Noi abbiamo il 95% di umidità per la maggior parte dell’anno, che aiuta a mantenere la quota degli angeli fino al 10-12%”
Ecco perché riescono a fare tanto Whisky: 3 mesi da loro equivalgono a 1 anno in Scozia! (ho tirato ad indovinare il rapporto, dubito sia possibile un raffronto serio, ma è giusto per dare un’idea)
Ed ecco come il clima consenta di estrapolare così tanti aromi in così poco tempo.
Naso
Pieno, intenso, vinoso e di sherry
Spezie, rami di pino, pigne,  molto balsamico
Resina, legno appena tagliato e una nota dolce che ricorda una composta di frutta
Palato
In bocca è potente, fresco ed equilibrato
Si sentono le spezie e lo sherry e poi vaniglia, eucalipto e anice stellato
Finale lungo e decisamente balsamico
Bicchiere del giorno dopo
un mix di frutta passa con ancora note balsamiche
Un whisky di grande impatto, decisamente complesso ottimo per chi ama le note balsamiche… ma quindi alla fin fine a Taiwan lo sanno fare il Whisky!!!! (eccome!)

2 pensieri su “Kavalan Solist Sherry Cask”

  1. Ciao Giorgio! Interessante la tua disamina, soprattutto perché da un certo punto di vista gli aspetti che più ti convincono ti Kavalan sono quelli che a me (e credo di poter parlare anche per Giacomo) persuadono di meno… Mi spiego meglio: a me generalmente i Kavalan non piacciono tanto perché sono troppo wood-driven, il distillato praticamente scompare sotto a una sorta di infuso di legno… Ovviamente è una questione di gusti eh, ma uno sherry monster del genere per me è fin troppo ‘monster’, ha poche sfumature che dipendono tutte dalla botte: le stesse parole di Chang a me non convincono, accelerare il processo d’estrazione non può che sacrificare tutti gli aromi primari del distillato, ed è un peccato! E ancora ancora con le botti sherry: tutti i Kavalan in bourbon che ho assaggiato erano veramente eccessivi, nel complesso mi son sempre piaciuti poco. Poi per carità, sono whisky molto d’impatto, ma secondo me fin troppo monodimensionali… Ma d’altro canto a me piacciono soprattutto i refill cask, quindi… sono di parte! Ah, la soggettività! 😁 Bella recensione comunque; un abbraccio, a presto!

    1. Mi trovi perfettamente d’accordo sulla descrizione “monster”: l’impatto è forte e potente ed effettivamente la prevalenza del legno
      diventa fin troppo prevalente sul resto. Gli ex-Bourbon non li ho ancora assaggiati, a questo punto sono curioso 🙂
      a presto e contraccambio l’abbraccio! 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *