il whisky da non aprire

Era il 24 aprile 1964, in una cantina buia, umida, nel silenzio del tempo che scorre è stato messo da parte un barile. Forse dimenticato o lasciato in un cantuccio volutamente, coccolandolo di tanto in tanto con uno sguardo, una carezza sul legno, mentre il whisky al suo interno maturava… e nel mondo, lontano da quella cantina, l’uomo andava sulla Luna… cadeva il muro di Berlino, nasceva Internet. E il rovere e la pazienza compievano incuranti la magia: Glenlivet Winchester Collection Vintage 1964. Da questo ottobre è in vendita da Harrods a 25.000 dollari (100 bottiglie esistenti)

Durante l’incoronazione di Giorgio VI, la Glenfiddich mise da parte il cask numero 843 e lo lasciò riposare per 64 anni.
L’evaporazione lenta e costante permise dopo tanto tempo di imbottigliare solamente 61 Glenfiddich 1937 rare collection. Nel 2012 Christie’s batté all’asta una bottiglia per 71.000 dollari.

Macallan fine & rare, edizione 1926 con 62 anni di invecchiamento. Un uomo d’affari coreano si è aggiudicato all’asta una bottiglia per 75.000 dollari.

Era il 150° anniversario della nascita di René Lalique, fondatore di uno dei più marchi più prestigiosi nella lavorazione del cristallo, Macallan decise di festeggiare realizzando qualcosa di unico. Un 64 anni in un decanter da 1,5l realizzato da Lalique; battuto all’asta (ma questa volta per beneficienza) a 460.000 dollari.

Si tratta di qualcosa di unico, di storico, che andrebbe conservato e coccolato come un quadro di Picasso, una scultura del Bernini… mi intristisce un poco questa rincorsa tra collezionisti al rialzo. Posseggono un pezzo di Storia dopotutto….

e pensate che ridere… se una sera tornando a casa… la vostra cuoca (perché se uno si permette bottiglie del genere, dubito che abbia la moglie che cucina) vi saluta esordendo con un: “Signore, vi ho fatto il risotto col nuovo whisky che avete appena preso…”

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