doveva nascerne un libro II – come nasce

ed ecco la seconda parte, poca roba… ma alla fin fine un Whisky nasce così, c’è poco da girarci intorno:

Tutto nasce dall’acqua. E’ sempre stato così e oltre all’acqua, per il nostro amato Single Malt servono il lievito e l’orzo
Senza l’acqua il nostro whisky non potrebbe ovviamente esistere.
Generalmente le distillerie hanno accanto la loro fonte, come ad esempio le distillerie lungo il fiume Speys  (da cui il nome della zona Speyside) e questa è un’altra caratteristica che rende unico un whisky.

In una prima fase, l’acqua aggiunta all’orzo selezionato consente a quest’ultimo di  germinare.
Viene poi steso su un pavimento, mescolato regolarmente e areato finché il germoglio non ha una lunghezza ben precisa. In questa fase l’amido contenuto nei chicchi si trasforma in zucchero dal quale si produrrà l’alcol.
Dopo circa una settimana, il processo di germinazione viene interrotto grazie all’essiccazione usando aria calda. Questa seconda fase è molto importante perché se nella fornace viene fatta bruciare molta torba, il whisky avrà un noto sentore di fumo e gli Islay ne sono un classico esempio.
Quando i chicchi sono secchi e croccanti può cominciare la fase successiva, quella in cui l’orzo maltato viene macinato in maniera grossolana e la farina ottenuta viene aggiunta all’acqua calda in una vasca di macerazione, qui il maltosio della farina si scioglie ottenendo un mosto che viene poi scolato e raffreddato.
Il liquido passa alla fermentazione: inserito in grandi vasche insieme al lievito, comincia una fase in cui il liquido prende vita, l’anidride carbonica rilasciata fa ribollire e schiumare, tenuta a bada solo da pale che ruotano e mescolano costantemente per evitare fuoriuscite. Al termine, tutti gli zuccheri sono stati trasformati in alcol.
Il passo successivo consiste nella distillazione, doppia o in alcuni casi tripla. In questa fase l’alcol viene convertito in vapore per poi condensare in un liquido con maggiore gradazione alcolica (fino al 75%). La distillazione avviene tramite alambicchi di rame la cui forme hanno un ruolo fondamentale: più è alto e stretto più il whisky sarà delicato, con uno più tozzo e largo invece otterremo un whisky molto intenso e di gran corpo. La differenza tra i vari alambicchi sono una delle caratteristiche che rendono uniche il whisky.
A questo punto, tagliata la testa e la coda come avviene solitamente nella normale distillazione, il whisky è pronto per entrare in una botte e riposare per un minimo di 3 anni (il tempo legale per poterlo definire Scotch Whisky) fino a 20 e oltre

Riassumendo ulteriormente possiamo dire che per fare un whisky occorre:
1. bagnare l’orzo con acqua
2. attendere l’avvenuta germinazione
3. interrompere la germinazione tramite essiccazione
4. macinazione dell’orzo maltato
5. infusione tramite aggiunta di acqua
6. fermentazione
7. distillazione
8. maturazione in botte

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