diventare Sommelier AIS

Diventare Sommelier AIS è impegnativo ma non impossibile; come ci sono risucito io, sono certo possiate riuscirci anche voi.

Naturalmente questa pagina è dedicata a chi deve sostenere gli esami finali del terzo livello o sta frequentando il corso di Sommelier AIS o desidera comunque farlo.
Non farò l’ennesimo elenco delle domande scritte, di quelle ne trovate a centinaia online, molte sono vecchie ma altre ancora valide.

Il corso di Sommelier AIS è un corso impegnativo e completo che spazia dalla biologia alla chimica, dalla geografia alla storia, dalle sensazioni ed emozioni alla geologia.  Il materiale su cui studiare è incredibilmente vasto (2 libri al primo livello, 2 al secondo  e 1 al terzo) e non posso negarlo, i testi dati al corso hanno ampio margine di miglioramento.
Se siete alla ricerca di un semplice corso per avvicinarvi al mondo del Vino, forse è troppo; è costoso, è impegnativo e cambierà la vostra vita per un periodo variabile tra i 2 e i 4 anni o forse per sempre….

Il primo livello, ovvero i libri “Il mondo del Sommelier” e “la Degustazione” sono i libri fondamentali, i libri da sapere a memoria, i libri da studiare, da fare vostri.
Il Mondo del Sommelier va saputo molto bene anche perché è la base di tutto, dalla viticoltura ai metodi di vinificazione, dalla gestione della cantina alle Birre. Secondo me a giusto completamento del libro, delle visite in cantina sono d’obbligo: fissate appuntamenti e andate a parlare con i produttori, fatevi spiegare da loro come fanno il loro vino. Andate a conoscere chi produce il vino con la tecnica della Biodinamica anche se pensate sia una stupidata, scoprirete un nuovo mondo. Durante il periodo di vendemmia, cercate chi organizza giornate in vigna, andate a vendemmiare, prendete l’uva in mano, assaggiatene gli acini, capite e  aspetto fondamentale…. siate curiosi.

Il libro sulla degustazione è  semplicemente fondamentale. Non pensate di presentarvi all’esame senza conoscere la terminologia; quei 116 termini dell’analisi che vanno da velato ad armonico devono entrare nel vostro linguaggio, anche perché li troverete allo scritto e all’orale e la scheda di degustazione è fondamentale per la promozione. Imparate anche le definizioni perché domande come: “cos’è la qualità” sono sempre presenti. Quindi, allenatevi e imparateli a memoria: definizione e termini.

Pienamente d’accordo con il mio Maestro, il secondo livello è il più bello in assoluto; è quello dedicato alle regioni d’Italia e del Mondo. E’ durante questo livello che si aprono davvero gli occhi sull’enorme varietà ampelografica e di tipicità dei vini nel mondo. Alla fine mi sono reso conto di quanto fossi cieco, nonostante amassi il vino, ma fossilizzato “sui soliti” senza la capacità di coglierne differenze e la curiosità indispensabile di assaggiarne di nuovi. Se pensiamo che solo in Italia ci sono ben oltre 600 varietà autoctone, la dice lunga sulle possibilità e le scelte….

Il terzo corso approfondisce l’abbinamento cibo-vino. Una volta capita la tecnica di abbinamento spiegata nelle prime due lezioni, il resto è una bella ed interessante carrellata sui vari alimenti che va dalle uova alla carne, dai formaggi al pesce e qui ci si rende davvero conto di quanto spesso, mangiamo schifezze senza rendercene conto.
Fondamentali sono le prime lezioni in cui viene spiegato il metodo e il cosiddetto “bersaglio”. Se avete dubbi, chiariteli immediatamente chiedendo. Studiate bene i formaggi, assaggiateli e abbinateli…

Consigli casuali generali….

  1. Studiate
    sembra una stupidata, ma è fondamentale. Se non fate nulla durante il giorno ovvio che dovete avere tempo, ma se lavorate (come me) e magari fate orari assurdi (come me) e pensate di non aver tempo, vi assicuro che potete (e dovete) trovarlo, ecco come:
    -dimenticatevi tutto il resto: avete e state spendendo soldi (e non pochi) per il corso di Sommelier AIS quindi dedicatevi a quello e basta.
    -alla sera dopo cena, si studia. In bagno anziché giocare con lo smartphone, fatevi una immagine con i 116 termini e ripassatela. -sul treno, studiate in auto se qualcuno viene con voi, fatelo/a leggere.
    -in pausa pranzo, portatevi da mangiare da casa e studiate.
    -i week-end sono dedicati allo studio
    -al supermercato, il reparto vini è un ottimo ripasso delle regioni, passate ogni scaffale, leggete le etichette e collocateli nelle regioni
    -No. Non vi danno l’attestato da Sommelier AIS solo perché avete pagato i corsi.
  2. Bevete
    beh dai questa è la parte più bella no? Assaggiare vini diversi è fondamentale. Durante il corso assaggerete due o tre vini a lezione, ma a casa dovrete fare molto di più. Durante il 2017 ho assaggiato circa 400 vini diversi (tutti fotografati) Cercate le tipicità, i monovitigni e assaggiateli. Il mio Maestro sostiene che è solo dopo aver bevuto almeno una cassa di un singolo vino si può dire di consocerlo.. e tutto sommato sono d’accordo: è solo bevendolo che si può ricordare un vino o un vitigno. E se non lo trovate al supermercato, andate in enoteca, andate sul posto o comprate online. Ovviamente non parlo di tutti i vitigni e tutti i vini, ma sicuramente i principali dovete berli. Divertitevi a compararli, organizzate con chi frequenta il corso insieme a voi incontri di degustazione in cui ognuno porta una bottiglia diversa. Frequentate le serate a tema dell’Associazione.
    Non spaventatevi dell’aprire una bottiglia se ne avete già altre 2 aperte: comprate i tappi di silicone Vacu Vin che allungano di parecchio la durata delle bottiglie aperte. Andate a fiere, manifestazioni, cantine aperte, serate di degustazione: con pochi soldi assaggerete molto. E ogni volta che potete, fatevi la scheda analitica, se non su carta almeno a mente.
  3. annusate
    Abbiamo dimenticato come si fa… ormai non annusiamo quasi più nulla. Rimpariamo di nuovo. Abituiamoci ad annusare ogni cosa che mangiamo, ogni cosa che ha un colore in natura
  4. riassumete
    fate schemi riassuntivi, banale ma fondamentale: i libri in questo sono molto dispersivi, interessanti, ma dispersivi. Per ogni regione d’Italia o del mondo fatevi schemi riassuntivi. il Cosa Dove, ovvero che vitigno in quale zona. Scoprirete così che il Cannonau lo ritrovate nel sud della Francia come Grenache e in Spagna come Garnacha. Fate riassunti dei metodi di vinificazione. Riassumere significa semplificare e aiutarvi ad apprendere prima
  5. Il piacere
    Io ho cominciato il corso di sommelier per semplice hobby e divertimento. Mi son reso conto quanto, verso la fine, il solo aprire un libro mi desse la nausa pur rendendomi conto di quanto ancora non sapevo (e ancora adesso, dopo aver passato l’esame da Sommelier, ci sono molte più cose che non so di quelle che ho imparato, diciamo che il corso mi ha insegnato quanto non so) Se vi rendete conto che sta succedendo anche a voi, fermatevi e cercate di ritrovare il piacere del bervi un buon bicchiere di vino, per il solo gusto di farlo, senza analisi, senza confronti, senza pensare a quale cibo lo abbinereste.
  6. il rispetto
    Sapete che differenza c’è tra un novello sommelier e una persona qualunque? Il Sommelier novello ha circa 2000 euro in meno e un foglio di carta in più. Non montiamoci la testa, siamo diventati sommelier ma non siamo nulla. E nel mondo del Vino siamo gli ultimi arrivati. Non vantiamoci se beviamo ogni giorno Chateau Lafite Rothschild, non siamo Sommelier, siamo solo ricchi economicamente. Anzi, col tempo ci renderemo conto di quanto piccoli vignaioli producono vere e proprie Emozioni in Vino a poche decine di euro e anche meno. E proprio qui sta il bello, nell’avvicinarci con umiltà ai produttori, che ci tengo a sottolineare, è il loro lavoro. Può piacerci o meno ma non tutti hanno la fortuna di avere le vigne a Pauillac nel Bordolese o a La Tache in Borgogna, ma tantissimi produttori rispettano il loro territorio, la loro terra e i frutti che gli dona e con quello ci fanno il vino. Il Loro vino.
  7. le amicizie
    Ho visto tante persone venire al corso a capo basso, seguire la lezione e appena è terminata andarsene via a gambe levate. Di loro non conosco il nome, non so nulla… non che ci tenga particolarmente (sono effettivamente molto selettivo sulle amicizie/conoscenze) ma ho avuto la fortuna di conoscere persone speciali e con cui ho legato molto. Persone con cui mi sono ritrovato nei week end a ripassare insieme (utilissimo per prendere atto del proprio livello di conoscenze), Amici con cui condividere una bottiglia di vino, ridere, scherzare, sperare e sognare durante il corso… organizzare incontri per condividere la vita dopo l’esame… Se sono Sommelier è anche grazie al loro aiuto, al loro supporto… quindi grazie Veronica, Anna, Carolina, Martina, Alessandro e Giuseppe… con voi…. #semprebrilli

 

 

 

 

 

 

 

Per l’esame….
l’esame AIS è suddiviso in scritto, orale e pratico. Lo scritto è fondamentale per l’orale. Il pratico non deve preoccupare.

Ciò che conta davvero nello scritto sono le 12 domande aperte, ovvero domande del tipo: “Descrivi la maturazione tecnologica e fenolica” e spazio libero in cui scrivere la risposta.
Queste 12 domane valgono 24 punti. 1/4 di tutto l’esame e fanno la differenza tra l’esser promossi all’orale oppure no.
Le altre domande, ovvero le 20 vero/falso le 20 a risposta multipla lasciatele per ultimo. Io ho risposto a queste quando è stato detto: “tempo finito, ritirare i fogli”… le leggevo, se sapevo rispondevo altrimenti lasciavo scorrere. La vostra concentrazione deve esser dedicata alle 12 domande aperte. Un’ora di tempo sembra tanta ma in quel momento è pochissima. Sarete agitati (io lo ero) dovrete pensare alle risposte anche se le sapete (e io le sapevo tutte) e non avete tempo per fare una brutta e ricopiare sulla bella.  Giusto nella domanda: “elenca 10 vitigni della Sicilia” li ho scritti pian piano che  venivano in mente su un foglio e poi li ho riportati tutti.
Allenatevi a casa… cercate le domande su internet… sceglietene a caso 12 stampatele e fate partire il cronometro.
Allenatevi facendole più e più volte e ricordate… se volete citare un vino, scrivere solo “fior d’arancio” è considerato un errore. Il nome del vino corretto è “Colli Euganei Fior d’Arancio” ed è questo che dovete scrivere.

Altra cosa molto importante è la scheda di degustazione, fidatevi di voi e di voi soltanto. Siete arrivati al terzo livello, avrete sicuramente assaggiato tanti vini. Se per voi quel vino è -abbastanza sapido-, non scrivete -sapido- solo perché lo ha scritto quello dietro di voi. E’ la Vostra scheda, la Vostra degustazione. Se per voi quel vino vale 82 punti, non dategliene 84 solo perché gli altri hanno dato 84. Vostra Scheda, Vostre considerazioni che solo Voi saprete spiegare quando e se all’orale ve le chiederanno

Alla scheda di abbinamento cibo-vino, prima compilate il bersaglio per il vino, poi per il cibo. Non fate l’errore mostruoso di dire: “vediamo com’è” e assaggiare subito cibo e vino insieme.  Pregiudicherete tutta l’analisi e avrete le papille in ferie e il panico in arrivo quando ribevendo il vino, vi accorgente che avrete la persistenza del cibo ancora in bocca. Io ho fatto la cazzata e ho beccato 4,5 su un max di 10. Meno male che il resto è andato meglio.
Cercate di farla in fretta: verso la fine c’è chi comincerà a consegnare, comincerà a crescere brusio di sottofondo e il panico generale; perderete concentrazione. Allenatevi prima, a casa per i fatti vostri, anche per gli abbinamenti chiaramente poco armonici (è comunque tutta esperienza) ma fate le schede di abbinamento cibo-vino fin da quando ve le insegnano al corso.

Nel caso passiate l’esame scritto, vi avviseranno che potete partecipare all’orale (in realtà vi chiamano in ogni caso, quindi non perdete il cellulare di vista un secondo) anche perché l’attesa sarà estenuante 😀 (ma voi che avete studiato siete tranquilli)
All’orale la prova pratica è banale… vi chiederanno i bicchieri che dovrete indicare in base al vino proposto, le bottiglie.. ma suppongo che al terzo livello di sommelier saprete distinguere una renana da una bordolese… e come avviene il servizio (ricordate il libro del sommelier? ecco… è tutto lì, quel libro va assimilato)
Fondamentale nell’orale è la degustazione… vi servono un vino, vi recate dall’esaminatore e in piedi (o spesso seduti) dovrete fare la degustazione ad alta voce. Per non andare in panico, osservate il vostro bicchiere. E’ un’analisi no? Quindi ciò che conta siete voi, il vostro bicchiere e il vino in esso contenuto. Concentratevi sul vino, è lui che dovete “ascoltare” e capire.
Allenatevi a casa: almeno una volta ogni giorno fate una degustazione ad alta voce, abituatevi a sentire la vostra voce pronunciare le formule tratte dal mantra “cristallino, giallo paglierino, abbastanza consistente…..” Terminologia assurda? No. E’ terminologia ufficiale, è linguaggio comune, traduceteli in inglese e un Sommelier dell’Australia saprà esattamente di cosa parlate.
Siate chiari e senza ripensamenti, pensate prima di parlare… mai azzardare cose tipo: “forse abbastanza persistente… no… persistente… no intenso… ah no scusi persistente….” ricordate, Vostra degustazione, vostre emozioni e sensazioni. E anche sul punteggio, non fatevi problemi; anche premettendo che non vi daranno mai un vino da 94 punti e che difficilmente si andrà oltre l’abbastanza complesso, sappiate giustificare il voto. Se date: 85 ad un vino che secondo l’esaminatore meriterebbe 82, rispondere che avete voluto premiarlo per la qualità olfattiva è sicuramente meglio che non dire: “ah non so… si meglio 82”. Certo è che se date 92 ad un vino palesemente non armonico… non lo avete capito…. ergo avete bevuto ed assaggiato troppo poco….

per ora credo sia tutto… aggiungerò nel caso mi venga in mente altro che possa esser utile

ma parla come bevi!