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Distillerie des Menhirs

Amo le piccole distillerie, quelle che sono ancora in grado di portare avanti progetti piccoli ma importanti e che puntano alla qualità più che alla quantità. E’ forse un discorso ovvio, ma come nel vino anche nel Whisky secondo me si sta cercando di bere meglio, anche se meno.

Tra le distillerie del mondo, la Distillerie des Menhirs è una piccola realtà che ha voluto e saputo realizzare un Single Malt (di grano nero) che sapesse esaltare le caratteristiche del territorio e stiamo parlando della Bretagna, zona meravigliosa nel nord ovest della Francia e in particolare del Finistére, dove la Terra finisce ed inizia l’oceano.
L’anno scorso sono andato a trovarli e puntuale (un anno dopo) concludo gli appunti che presi….

I due Menhir accanto al posteggio, che danno il nome alla Distilleria

Qualche passo indietro…
Correva l’anno 1921 e Francès Le Lay (bisnonna degli attuali proprietari) acquistò d’occasione un alambicco per distillare l’acquavite di sidro (che a sua volta è un fermentato a basso volume di alcol del succo di mela), ottenendo così il Lambig. Continua la lettura di Distillerie des Menhirs

Sul colore del Whisky

Riflessione molto breve visto che ultimamente mi trovo molto impegnato, faccio piuttosto tardi e non riesco a dedicare un po’ di tempo al Distillato….
Mi è capitato di leggere su diverse recensioni online ma anche su libri riguardo il colore, il termine: “vino bianco”.
Come se “vino bianco” fosse un colore univoco e rappresentativo.

No, non è così, usare questo termine per descrivere il colore di un distillato è decisamente riduttivo.

Nel mondo del vino si utilizzano almeno 4 termini per identificare il colore del vino bianco ed in particolare:

Giallo verdolino
Giallo paglierino
Giallo dorato
Giallo ambrato

a cui si possono aggiungere le varie sfumature, riflessi, tendenza (ad esempio, giallo paglierino con sfumature verdoline oppure giallo dorato tendente all’ambrato).

Voi potrete obiettare dicendo che questo è Whisky, non Vino. Si, avete ragione. Ma allora di che colore è il Vino Bianco?

Il dopo MWF 2016

Il Milano Whisky Festival 2016 è terminato e mi sembra giusto raccogliere un po’ di emozioni e cercare di trasmetterle quando ancora sono calde e i ricordi vivi.
Sono stato presente la domenica e mi sono perso un sabato da UAU! con un numero di partecipanti davvero incredibile, la domenica però non ha scherzato per nulla, i numeri non li conosco ma era un continuo afflusso di persone. Il merito va tutto a Gervasio Dolci Giuseppe, Andrea Giannone e a tutti quelli che con loro hanno consentito l’organizzazione di un evento tanto bello e tanto atteso (dai che al prossimo mancano solo 363 giorni…..).
Ma perché è così bello? Perché alla fin fine è un ritrovo, perché quando sono arrivato ho passato la prima mezz’ora a salutare i tanti amici con cui si ha a che fare principalmente sui Social Network (nel mio caso) ma che finalmente si ha la possibilità di abbracciare e scambiare due parole tenendo tra le mani un ottimo dram.
Si perché ovviamente ho assaggiato anche io, il giusto (poi dovevo guidare) e qualche sample me lo sono portato a casa….
Purtroppo si tratta come sempre di un “va dove ti porta il cuore” o il consiglio di un amico in alcuni casi…. ovvero una selezione incredibilmente piccola di ciò che era disponibile (per questo è bene sempre portarsi tanti sample da riempire… io ne avevo solo 6… decisamente troppo pochi….)
Ad ogni modo….

Comincio il mio giro con Andrea di Hidden Spirits, imbottigliatore indipendente con un naso sopraffino (tanto che Murray nella sue Whisky Bible 2017 gli ha riconosciuto punteggi da togliersi il cappello: 96.5 per il Longmorn LNG.315 11yo e 94.4 per il Linkwood LKW.716 18yo). Da lui assaggio un elegante Blair Athol (Bla.214 /11year) e mi riempio un bel sample col Linkwood 18 anni

Il mio giro prosegue col suggerimento del mitico Sebastiano che mi indirizza verso Angelo Corbetta indicandomi il Balblair ’90, 21 anni di invecchiamento in ex-bourbon di cui gli ultimi due affinato in Oloroso Sherry. Qui ho trovato un Whisky incredibilmente pieno, elegante con un naso di Sherry, frutta matura, frutti rossi e in bocca sentori di resina, datteri con un finale lungo e persistente. Una bottiglia che voglio assolutamente avere.

Nel mio giro un sample va al Kavalan Solist in Sherry Cask, distilleria taiwanesedi cui avevo comprato una bottiglia quando per la terza volta vinse un oro a competizioni internazionali. La bottiglia non l’ho mai aperta (fa parte della mia collezione) e ho voluto prendermi un secondo sample  da assaggiare con calma e recensire.

Davide Romano (Valinch and Mallet Whisky) mi ha proposto un recentissimo Blair Athol 21 anni imbottigliamento (da 10 giorni in bottiglia!) ha bisogno di un po’ di tempo era ancora chiuso e anche con l’aggiunta di un goccio di acqua, un riassaggio è d’obbligo
perché i suoi prodotti sono superlativi e merita davvero

Altri sample con il Kilchoman Sauternes cask (e qui non si tratta di un affinamento… è stato invecchiato per 5 anni in botti ex sauternes che, per chi non lo sapesse, è un vino bianco dolce della zona di Bordeaux dove la Botrytis Cinerea consente di creare meraviglie che spesso hanno sentori di passiti e zafferano, anche se a volte diventano a mio giudizio quasi stucchevoli a causa dell’eccessivo zucchero residuo)  Si tratta quindi di un Whisky che mi incuriosisce molto, la torba, il fumo di un Kilchoman in una botte del genere? Vedremo all’assaggio….

Altro assaggio è stato il Kilkerran “finale” della distilleria Glengyle che ha raggiunto finalmente i 12 anni di invecchiamento. Fino ad ora i vari “work in progress” hanno evidenziato grandissime potenzialità (notevole il 6th Work in Progress in Bourbon). Ho trovato un Whisky estremamente equilibrato, che però voglio riassaggiare con calma perché avevo ancora in bocca il finale persistente del Balblair.

Concludo con quella che per me è stata la sorpresa di questo Milano Whisky Festival….
Attirato dalla scritta “The first Italian Single Malt” che troneggiava sotto il nome “Ghibinèt”, ho fatto due chiacchere con Mauro Leoni, fondatore del Glu Glu 2000, The Mailt Whisky Club che nel 2008 (ma che sicuramente covava da prima) ha convinto la Peloni (Birra Stelvio e Braulio) a produrre il Whisky distillando di fatto, la propria birra. L’idea di Mauro però è andata oltre, non lasciando maturare per 8 anni il distillato in botti a caso… ma in botti di Islay, provenienti da Caol Ila. Al naso il fumo era presente ma non invadente, con note balsamiche; in bocca è stata un’esplosione di fumo e salamoia con ancora deliziose note balsamiche. Era l’ultimo assaggio, ma mi sono riempito anche un sample per poterlo ridegustare con calma…
In auto, dopo circa 30 minuti, avevo ancora in bocca il finale del Ghibinèt (nome che, mi ha spiegato Mauro derivare dalla fusione del tedesco di ‘Gaben’, doni e ‘Nacht’ notte)

Insomma… un Whisky Festival davvero bello e con tantissimi partecipanti e il merito come ho già detto ma non finirò mai di ripeterlo va sicuramente tutto ad Andrea Giannone, Gervasio Dolci Giuseppe al loro Staff e a tutti quelli che sono stati “al di là” dei banconi, a soddisfare con pazienza, competenza e professionalità le nostre curiosità e a riempire con calma e delicatezza ma con un filo di odio profondo i miei sample dall’imboccatura minuscola 😀

Arrivederci al Milano Whisky Day! (Maggio 2017)

La Guida alla guida!

Tante volte capita di sentirsi dire: “vorrei capirne di più” oppure “come posso fare per avvicinarmi al Whisky?” Ebbene è arrivato il momento di realizzare (rullo di tamburi)
“La Guida… alla guida!”
Una sorta di riassunto in tempo zero che vi aprirà le porte ma non vi darà alcuna spinta perché a quella dovete, se volete, pensarci Voi.

Disponibilità economica
Si è triste parlare subito di soldi, ma il whisky come qualunque cosa, ha un costo e spesso è alto. Un investimento iniziale più o meno grande va fatto esattamente come quando vi comprate un paio di scarpe per andare a correre, uno strumento musicale o pagate l’iscrizione ad un corso di cucina.

si parte con meno di 50 euro
E’ una cifra davvero minimale per cominciare e il consiglio è fare alcune ricerche su internet risparmiando per il “bere”.
Le parole chiave da usare su Google sono: “guida al whisky”, banale ma funzionale, e se finite su pagine come:
Corso sul Whisky
Guida al Whisky
Gli ingredienti base
oppure su questo sito, cercando la serie: “dova nascerne un libro
siete sulla buona strada.
Cercando su internet con google troverete centinaia di siti, leggerete di tutto e comincerete a familiarizzare con la terminologia. Quello che vi manca a questo punto è cominciare ad assaggiare con cognizione di causa ovvero sapendo ciò che bevete (e non giusto per fare il ruttino dopo un buon pasto). Fondamentale è diversificare, assaggiare Whisky diversi per capire che è un mondo molto ampio. I primi da assaggiare magari in un Pub una sera sono:
Dalwhinnie 15 anni
Laphroaig 10 anni
Lagavulin 16 anni
Cardhu 12 anni
Sono 4 whisky che si trovano praticamente ovunque, supermercato compreso.
Se siete timidi o non frequentate Pub per vari motivi (famiglia, lavoro, impegni, non hai un Pub vicino casa e l’unico Bar è un ritrovo di vecchietti che giocano a carte col bianchino accanto….) puoi pensare di acquistare le bottiglie al supermercato (hanno costi che variano dai 25 ai 35 euro) oppure su siti come:
Master of Malt
è possibile acquistare Sample, ovvero boccette da 3cl anziché bottiglie. E’ vero che poi occorre aggiungere le spese di spedizione in Italia ma al costo di un paio di bottiglie potete portarvi a casa diversi sample e assaggiare nel breve diversi prodotti (molti dei quali difficili da trovare in locali non specializzati)
Il passo successivo è quello di acquistare un buon libro:
Degustare il Whisky” di Lew Bryson (circa 25 euro) che ho recensito QUI; questo libro è una vera e propria guida al Whisky, dalla produzione alle tipologie, dalla degustazione al collezionismo.

In base ai vostri interessi e tempo libero poi ci sono i tantissimi eventi organizzati dal Milano Whisky Festival o dal Whisky Club Italia (quest’ultimo organizza anche viaggi in Scozia, corsi di degustazione e serate con degustazione in tutta Italia)
Appuntamenti annuali come il Milano Whisky Festival (solitamente a novembre), il Roma Whisky Festival (organizzato da Spirit of Scotland) o ancora il Milano Whisky Day (un festival di un giorno solo) sono appuntamenti importanti per “uscire dal nido” e aver l’occasione di seguire seminari, assaggiare al giusto prezzo Whisky spesso rari o introvabili e che comunque non si trovano certo nei supermercati, parlare di Whisky in atmosfere davvero amichevoli.

L’aspetto successivo, relativo alla degustazione è il riconoscere i sentori, gli aromi e profumi del distillato arrivando a riconoscere il whisky in base al profumo (ma ci vuole tantissima esperienza e quindi tantissimo tempo)

Il concetto fondamentale è assaggiare tanti whisky diversi, solo così vi farete un vostro bagaglio di esperienze gusto olfattive, senza puntare subito su edizioni particolari, limitate o affinamenti esotici, ma andando sul semplice, sugli imbottigliamenti classici delle distillerie, il tempo e l’esperienza faranno il resto. I vostri gusti personali e il vostro naso farà il resto.

Whisky Eretico di Silvano Samaroli

Samaroli Whisky EreticoQuando ho scoperto che Samaroli ha scritto un libro sul Whisky, l’ho subito acquistato e cominciato a leggere, andando contro le mie abitudini, perché di solito leggo i libri in ordine di acquisto e la pila di quelli da leggere vi assicuro, è alta.
Il titolo mi incuriosiva, sfogliandolo la curiosità aumentava, la carta poi, fantastica per chi come me, ama sottolineare.
Dell’Autore, beh, da italiano considero Samaroli un po’ l’Enzo Ferrari della Formula 1: è stato anche grazie a lui, al suo lavoro e alla sua passione se oggi ci sono tanti imbottigliatori paralleli e conosciamo bene il Whisky in Italia. Continua la lettura di Whisky Eretico di Silvano Samaroli

Considerazioni del Milano Whisky Day

Sabato 14 c’è stato il Milano Whisky Day organizzato dal Milano Whisky Festival e chi non è venuto si è perso tanto, quindi tenetelo presente la prossima volta 🙂

Quest’anno ho ricoperto il ruolo del “Gentil Hombre” l’uomo tappabuco, il riferimento per quei pochi che entrando erano un po’ spaesati e non sapevano dove andare o come fare per degustare i tanti, tantissimi Whisky a disposizione.

E’ stata una meravigliosa occasione per confermare quanto il Mondo del Whisky ma soprattutto le persone che girano attorno a questo Mondo siano fantastiche. E’ una vetrina aperta sul gusto, sulle sensazioni, sullo scambio di opinioni. E’ stato bello aiutare chi ha voluto capire di più su una distilleria, o chi conoscendola, ha preferito assaggiare l’imbottigliamento particolare o caratteristico o ancora quello raro e costoso; ed è stato ancor più bello incontrare quei volti che si leggono e conoscono principalmente sui social network o sui siti del settore. Continua la lettura di Considerazioni del Milano Whisky Day

due parole con Andrea Ferrari: Hidden Spirits

Biglietto Hidden Spirits

Per quei pochi che non conoscono Andrea Ferrari, nel 2013 ha fondato a Ferrara una piccola azienda, la Hidden Spirits che seleziona,
imbottiglia e commercializza Single Malt Scotch Whisky.

Ciao Andrea anzitutto desidero ringraziarti per il tempo che mi hai dedicato, quindi vengo subito al sodo con
la prima domanda fondamentale: Hidden Spirits: un nome che dice molto a chi apprezza le piccole realtà, ciò che si conosce meno
perché meno visibile Continua la lettura di due parole con Andrea Ferrari: Hidden Spirits

Trasparenza illegale

Per quanto sembri strano, citare gli ingredienti può essere illegale. Naturalmente parliamo di Whisky, in questo caso di Blend, dove dei Master Blender selezionano Single per fonderli in un arpeggio (come pubblicizzava una volta Gino Paoli). Quali Single vengono aggiunti però non è di pubblico dominio (anche se circolano liste in cui, per ogni Blend, vengono citati i Single coinvolti).

Se acquistate una bottiglia di Johnnie Walker, non troverete sull’etichetta che è composto da Cardhu, Clynelish, Brora, Caol Ila, Talisker, Mortlach e altri… e sicuramente non sapremo mai le percentuali, potremo solo intuirle con approssimazioni esagerate se siamo davvero bravi (e io non lo sono) Continua la lettura di Trasparenza illegale

Degustare il Whisky, Il libro

Degustare il Whisky

Claudio e Davide non scherzano affatto quando si tratta di Whisky e di trasmettere la loro passione ad numero sempre più vasto di persone. Hanno iniziato fondando nel 2014 (insieme anche a Andrea di Castri) il Whisky Club Italia ed ora mi trovo tra le mani uno dei più piacevoli libri sul Whisky che siano mai stati scritti.
L’opera originale (in inglese) è di Lew Bryson, direttore, scrittore e articolista per la celeberrima ed autorevole Whisky Advocate; rivista di riferimento per gli appassionati del Malto. Claudio Riva e Davide Terziotti hanno curato la traduzione rendendo così disponibile anche per chi non mastica molto l’inglese quest’opera.
Non è il classico libro sul Whisky e questo tengo a precisarlo perché a mio giudizio è un gran valore aggiunto. I Libri sull’argomento che ho letto si possono dividere in due tipi: quelli che fanno un più o meno esaustivo elenco di imbottigliamenti (ma potrà mai essere esaustivo un elenco di Whisky?) inserendo brevi descrizioni delle distillerie e diverse valutazioni e quei libri più da “libreria” che parlano più genericamente dell’argomento, con foto in grande formato, scansioni delle etichette, un elenco di tutte le distillerie…
diventando però a mio parere troppo dispersivi. Belli sì.. ma più da tenere in libreria che da sfogliare.

Claudio Riva, nella quarta copertina riassume affermando: “Un libro? Molto di più, una piacevole chiacchierata al banco del pub con un amico che conosce tutti i segreti del Whisky.” Mi trova perfettamente d’accordo perché l’impostazione, il modo in cui è scritto, ci riporta proprio ad un’atmosfera incredibilmente amichevole, è un libro che si fa leggere e che invoglia perché sono tantissimi i piccoli aneddoti, i racconti, gli approfondimenti, le parentesi che arricchiscono quello che appare a tutti gli effetti un dialogo tra il lettore e Lew Bryson.

Lew Bryson che stupisce per la quantità di informazioni trasmesse al lettore, moltissime delle quali, vi assicuro, ignote anche al sottoscritto che evidentemente non ne sapeva poi così tanto…
Insomma, un libro che visto la vicinanza delle feste, potreste regalare e farvi regalare.

Un grazie infine a Claudio e Davide che hanno inserito Uischi tra i siti suggeriti insieme a dei veri punti di riferimento per gli appassionati. Se posso fare un confronto con gli altri, per me è un po’ come stare nell’Orchestra Sinfonica della Scala sapendo suonare il citofono… 🙂

Degustare il Whisky di Lew Bryson
Ed. LSWR
ISBN: 978-88-6895-213-6
€ 29,90 – 268pp

 

Merda d’Artista?

Merda d'ArtistaIl 21 Maggio 1961, Piero Manzoni, sigillò in 90 barattoli esattamente ciò che l’etichetta indicava (anche se pare che in realtà contenessero gesso, nessuno, fino ad ora, ha voluto verificare). Era certamente un gesto forte, un’opera provocatoria. Li mise in vendita all’equivalente prezzo dell’oro (per 30 grammi) ma oggigiorno valgono circa 70.000€ cadauno. Nel 2007 fu venduto all’asta il barattolo numero 18 all’incredibile cifra di 124.000 euro. Se volete vederla esposta, andate a Napoli, al Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina.

Cosa significa un’opera del genere? Ha tante letture, alcune poetiche, altre meno ma quella che ritengo decisamente attuale è che il mercato (dell’arte in questo caso) è pronto ad accettare merda purché sia in edizione limitata.

Per tornare al mondo del Whisky, è un po’ quanto mi è sembrato di vivere con una stupenda (esternamente) edizione di Arran, la Smuggers, che con la prima edizione la Illicit Still, inaugura una trilogia di imbottigliamenti a tiratura limitata dedicati ai tempi in cui la distillazione sull’isola di Arran avveniva in modo illegale e il contrabbando era all’ordine del giorno

Arran_Smugglers_Series_vol_1_Illicit_Still-2

La tiratura limitata (in vendita in distilleria a circa 117 euro) è ovviamente andata a ruba e dopo pochi giorni c’erano già aste su ebay a oltre 250 euro.
Per un NAS.
Dalla stupenda confezione (lo ammetto, è davvero meravigliosa in foto, dal vivo non l’ho mai vista) ma è un NAS.
Quando siamo disposti a spendere per la merda d’artista?
Non è che stiamo cominciando a considerare il numero di bottiglie a disposizione più che il contenuto?

PS
La merda di cui parlo è ovviamente concettuale.