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recensioni

Linkwood 18 Hidden Spirits

Linkwood 18 Hidden SpiritsPotrei cominciare con un banale buonissimo e finirla qua. In realtà è intrigante, in continua evoluzione nel bicchiere e quindi non è così facile “farla breve” e non lo merita nemmeno! Perché sul fatto che Andrea Ferrari (Hidden Spirits) ha buon naso non ci piove (e se ci piove, Andrea ha l’ombrello) e anche questo Cask che ha selezionato merita davvero.

Riassuntino generale:
Linkwood 18 anni, LKW .716
Hidden Spirits
Cask lk9716
Distillato nel 1997 ed imbottigliato a Febbraio/2016
48% Vol
(Speyside)

Naso
Appena aperto il sample è comparsa un po’ di gomma bruciata e una nota alcolica per il mio gusto un po’ troppo evidente. Ma è bastato lasciarlo nel bicchiere a tulipano qualche minuto  per far emergere
una piacevolissima nota tendente al dolce molto intrigante: una via di mezzo tra il caramello, la vaniglia e i datteri, tutto circondato da agrumi e note balsamiche

Bocca
In bocca è morbido, direi quasi oleoso, si ripresentano le note dolci a cui si aggiungono agrumi, resina e note balsamiche verso il finale

Finale
Persistente e balsamico perde la dolcezza del naso ma guadagna liquirizia e resina

Bicchiere del giorno dopo
Resina balsamica

Laphroaig quarter cask

Laphroaig quarter caskLaphroaig è Laphroaig, si trova in qualunque supermercato ed è amato per la sua torba, il suo fumo e quelle note medicinali e di salsedine tipiche.

Questo è un quarter cask, che significa? In questo caso  dopo aver  trascorso 5 anni di invecchiamento in botti standard ex bourbon, è stato poi affinato alcuni mesi in botti più piccole, i quarter cask della capacità di circa 125 litri. Se il detto “nella botte piccola c’è il vino buono” (ma finisce prima, dico io) è perché la superficie a contatto con il legno è maggiore e di conseguenza maggiore è lo scambio di sostanze cedute dal legno, in altri termini, matura prima.

In questo caso a mio parere il legno “rapido” ha donato quella morbidezza e rotondità che manca al classico 10 anni ma che si trova in prodotti più maturi, come il 15 o meglio ancora il 18 anni.

Naso
Naturalmente fumo e legno molto presente con una certa dolcezza di fondo (vaniglia e malto)
Meno medicina e più morbidezza (me gusta!)

Bocca
Caldo e morbido, presenza naturale di fumo, note agrumate, vaniglia, spezie (pepe alla Talisker ma meno incisivo), sapido e pieno

Finale
Persistente di fumo, note tostate, frutta secca e spezie
Un ricordo mentolato alla fine

Bicchiere del giorno dopo
Torta Vanigliosa e un po’ balsamica

Per me… un Laphroaig assolutamente da non perdere!

Kilchoman Madeira

Kilchoman MadeiraGli affinamenti “vinosi” non sono certo una pratica nuova nelle distillerie e Kilchoman non è da meno: dopo Sauternes (assaggiato QUI) e Porto è arrivato il momento del Madeira.
Per chi non lo sapesse, il Madera è un vino liquoroso prodotto nell’omonimo arcipelago in Portogallo fin dal 1600. La base è un classico vino ottenuto da uve Verdelho e Malvasia, a cui veniva aggiunto zucchero di canna o Alcol come “rinforzo” per consentirgli, durante i viaggi, una maggiore durata e mantenimento delle caratteristiche. Si accorsero però che chiuso nelle botti, con l’alta temperatura questo vino non peggiorava… anzi.
Oggigiorno il vino viene scaldato artificialmente per alcuni mesi a temperature che si aggirano intorno ai 50°C in grandi contenitori detti “estufas” (stufe). Questa pratica consente una veloce maturazione ed un’ossidazione ottenendo il tipo sapore madeirizzato. Continua la lettura di Kilchoman Madeira

Armorik – Maitre de chai 2008

La distilleria Warenghem a Lannion, in Bretagna (Francia), è forse una delle più prolifiche dal punto di vista delle release (almeno in territorio francese) Nata i primi del 1900 si è concentrata sul Whisky solo verso fine secolo, nel 1987 realizza il primo blend, il WB seguito nel 1998 dal primo Single Malt Bretone. Lo produce seguendo la stessa regolamentazione scozzese pur essendo nel nord della Francia dove, dopotutto, clima, paesaggi, tradizioni, non sono così diversi dalla Scozia. Doppia distillazione nei classici Pot Still in rame di origine Scozzese.

Maître de chai 2008 è invecchiato dai 6 ai 7 anni in Oloroso Sherry casks 3322 & 3325 e un’edizione limitata a 1700 bottiglie a 46% di volume alcolico.

Naso
Albicocche disidratate e altra frutta secca (nocciole e mandorle)
Alcol un po’ troppo presente per il mio gusto (che si armonizza abbassando di un paio di gradi centigradi il bicchieri)
Palato
Al palato è abbastanza morbido, con note di malto, cera e tostatura. Torna l’albicocca e verso il finale aromi di anice, spezie e frutta candita
Finale
Medio lungo con note di gomma e liquerizia
Bicchiere giorno dopo
Mentolo ed eucalipto con arance candite

Glann Ar Mor – Kornog

Non siamo in Scozia ma in Francia, Bretagna e la distilleria è la Glann Ar Mor (“a bordo mare” in Bretone) situata a Larmor-Pleubian. La distilleria però non è aperta al pubblico, ma ho incontrato Mme Martine Donnay (che insieme al marito Jean Donnay sono i proprietari) al principale punto vendita a Pleubian:

celtic whisky compagnieLa produzione è volutamente limitata per consentire una maggiore qualità, gli alambicchi sono solo 2 (uno dedicato alla prima ed uno alla seconda distillazione) riscaldati a fiamma nuda (una volta usavano il carbone, ora sono a gas). I Mashtun non sono in acciaio ma in legno (Pino d’Oregon), l’invecchiamento avviene in botti di qualità (ex Bourbon barrels e Barriques de Sauternes) di dimensione sempre inferiore ai 250 litri e posizionate a riposo dove il mare si sente… Il distillato non è aggiunto di coloranti e non viene filtrato a freddo.
Insomma… una produzione decisamente legata al passato.

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Distillerie des Menhirs

Amo le piccole distillerie, quelle che sono ancora in grado di portare avanti progetti piccoli ma importanti e che puntano alla qualità più che alla quantità. E’ forse un discorso ovvio, ma come nel vino anche nel Whisky secondo me si sta cercando di bere meglio, anche se meno.

Tra le distillerie del mondo, la Distillerie des Menhirs è una piccola realtà che ha voluto e saputo realizzare un Single Malt (di grano nero) che sapesse esaltare le caratteristiche del territorio e stiamo parlando della Bretagna, zona meravigliosa nel nord ovest della Francia e in particolare del Finistére, dove la Terra finisce ed inizia l’oceano.
L’anno scorso sono andato a trovarli e puntuale (un anno dopo) concludo gli appunti che presi….

I due Menhir accanto al posteggio, che danno il nome alla Distilleria

Qualche passo indietro…
Correva l’anno 1921 e Francès Le Lay (bisnonna degli attuali proprietari) acquistò d’occasione un alambicco per distillare l’acquavite di sidro (che a sua volta è un fermentato a basso volume di alcol del succo di mela), ottenendo così il Lambig. Continua la lettura di Distillerie des Menhirs

Abhainn Dearg – The Spirit of Lewis

Spirit Of LewisLa distilleria Abhainn Dearg forse è davvero la più piccola distilleria della Scozia, con una produzione annua di 20.000 litri (Kilchoman ne fa 150.000) ed è anche decisamente recente (fondata da Mark Tayburn nel 2008 sull’Isola di Lewis).
Questo imbottigliamento proviene da un single cask ed è stato affinato per alcuni mesi in legno europeo ex Sherry. Ho detto alcuni mesi, infatti, lo Spirit of Lewis non si può definire legalmente Whisky, non avendo trascorso almeno 3 anni in botte.
Ho acquistato un sample di questo imbottigliamento incuriosito da una edizione limitatissima (è ormai esaurita, e veniva venduta per circa 40 euro la bottiglia da 50cl con un volume di 46%) e soprattutto dalle dimensioni della distilleria: amo le piccole produzioni perché spesso meravigliano… e quindi la curiosità era tanta.
Naso
alcolico, pere, cera, gomma, tanta gomma… un po’ bruciata…
Palato
In bocca ha forti note amaricanti, delle spezie (forse del ginepro, ma poca roba) e questa gomma quasi bruciata che ritorna e che mi piace davvero poco.
Lo trovo aggressivo,  forse un esempio di ciò che non gradisco in un distillato: spigoloso, pungente, netto, senza quelle morbidezze che forse (ma chi può dirlo) un periodo molto più lungo in legno avrebbe smorzato.
note metalliche…
Finale alla gomma… plastica bruciata e note metalliche..
Bicchiere del giorno dopo
mix dolciastro con mandorle? (almeno non c’è più gomma bruciata)
Mah… attendiamo il 2018, quando la distilleria ha previsto un imbottigliamento di 10 anni e allora sì che il legno avrà dato il suo…
vedremo….

Ghibinèt 2008

Durante il Milano Whisky Festival 2016 mi aveva colpito molto la postazione del Glu Glu 2000 dove capeggiava la scritta “The First Italian Single Malt” accanto ad una bella confezione del Ghibinèt 2008 (nome risultante dalla fusione del tedesco di ‘Gaben’, doni e ‘Nacht’ notte).  L’imballo ricorda molto un’edizione che avrei voluto avere dell’Arran Smugglers’ Series – The Illicit Stills, qui con etichetta più semplice ma completa e bella scatola che dona importanza.

 Lo avevo assaggiato durante il MWF e mi aveva colpito (leggete QUI) ma essendo già “stanco” dalla giornata e desiderando dedicargli più tempo ho preso anche un sample che ora ho aperto. Dedicargli più tempo perché lo merita, è un prodotto italiano di estrema nicchia, non è un imbottigliamento parallelo, e di scozzese ha giusto le botti (e che botti!) in cui ha riposato per 8 anni.
Qui un po’ mi ripeto (anzi, da scansafatiche copio e incollo quanto avevo già scritto:

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Arran 18 anni

arran-18-year-old-scotch-whisky-web_1Arran è una di quelle giovani distillerie (fondata nel 1993, inizia a produrre Whisky nel 1995) che in più di una occasione mi hanno fatto dire “UAU!” (superbo l’affinamento in ex botti Amarone, release ormai esaurita da tempo o il Cask ex-sherry selezionato dal Milano Whisky Festival nel 2014 che aveva note squisite di torta).
Quello che assaggio è il loro maggiore invecchiamento, inizialmente distribuito in solo 9000 bottiglie, (46% Vol) è stato poi inserito nei core range e quindi disponibile costantemente (o almeno… finché dura 😀 )

Naso
Una certa dolcezza spicca subito tra fiori,  legno fresco, frutta secca e note mielose
forse del Marzapane?

Palato
Morbido con un piacevole leggero pizzicore sulla lingua, zenzero?
Una certa freschezza che ricorda l’anice
che aumenta sempre più sul finale fino a percepirlo chiaramente

Finale
Tendente all’anice
Abbastanza lungo e che col tempo ricorda mele cotte

Bicchiere del giorno dopo
Composta di frutta e miele

decisamente buono, bilanciato, elegante e piacevole; da riassaggiare sicuramente

Kavalan Solist Sherry Cask

kavalan solist sherry caskNon lo nascondo, sentendo dire “Whisky made in Taiwan” ho arricciato il naso quando a fine 2008 venne rilasciata la prima release della distilleria e in effetti il “made in Taiwan” (in generale) a cui ero abituato non mi faceva sperare grandi cose. Sbagliavo.
Sbagliavo perché a fine 2014 Kavalan aveva accumulato oltre 100 medaglie d’oro e riconoscimenti internazionali tra cui Gold, Supreme Champion e Supreme Winner al Malt Maniacs Awards nel 2014, 100 punti e medaglia di platino all’International Review of Spirits Competition. Guardando sul sito di Kavalan sembra che la loro “serie fortunata” (non nel senso di dea bendata, ma di release che hanno fatto conoscere l’elevata qualità produttiva al mondo) sia stata la Solist, ovvero la relase Single Cask nelle sue varie espressioni (ex-Bourbon, sherry Oloroso, sherry Fino e Vinho Barrique). E’ quella che ha ricevuto più riconoscimenti ed è quella che ho deciso di assaggiare (la Sherry Oloroso) release che 2010 vinse un oro alla San Francisco World Spitits Competition
kavalan-etichetta
Kavalan Solist sherry cask S100130008A (ho aggiunto la foto perchè il numero del cask non è molto chiaro… e anche la foto in effetti è pessima…)
57.8 % Vol. in
Oloroso sherry cask
515 bottiglie imbottigliate a mano (la serie Solist è tutta imbottigliata manualmente)
Comincerei dal colore che sembra quasi mogano, mi ricorda più uno Sherry (ma va?) o un Porto che non un Whisky… ma.. c’è un perché: a Taiwan fa caldo, molto caldo ed è umido, molto umido. Tutto ciò porta a tempi di maturazione/affinamento molto accelerati rispetto la Scozia, così come l’Angel Share che arriva ad oltre il 10% (contro i 2-3% della Scozia) . Ian Chang, Master Blender di Kavalan racconta in una intervista:
“In estate chiudiamo le finestre nel magazzino per mantenere il calore interno (si arriva fino a 42 ° C) che accelera l’estrazione di aromi dalle botti e le apriamo in inverno per lasciare le botti respirare di nuovo. Noi abbiamo il 95% di umidità per la maggior parte dell’anno, che aiuta a mantenere la quota degli angeli fino al 10-12%”
Ecco perché riescono a fare tanto Whisky: 3 mesi da loro equivalgono a 1 anno in Scozia! (ho tirato ad indovinare il rapporto, dubito sia possibile un raffronto serio, ma è giusto per dare un’idea)
Ed ecco come il clima consenta di estrapolare così tanti aromi in così poco tempo.
Naso
Pieno, intenso, vinoso e di sherry
Spezie, rami di pino, pigne,  molto balsamico
Resina, legno appena tagliato e una nota dolce che ricorda una composta di frutta
Palato
In bocca è potente, fresco ed equilibrato
Si sentono le spezie e lo sherry e poi vaniglia, eucalipto e anice stellato
Finale lungo e decisamente balsamico
Bicchiere del giorno dopo
un mix di frutta passa con ancora note balsamiche
Un whisky di grande impatto, decisamente complesso ottimo per chi ama le note balsamiche… ma quindi alla fin fine a Taiwan lo sanno fare il Whisky!!!! (eccome!)